Processionarie cani rimedi e contagio

Processionarie cani rimedi e contagio.

Dove si trova e com’è fatta la processionaria

La processionaria, il cui nome scientifico è Thaumenotopoea, altro non è che un insetto parassita il cui ciclo di vita è tale e quale a quello della farfalla. Generalmente si stabilisce nelle immediate vicinanze di querce e pini, ma nei mesi compresi tra marzo a maggio, quando è ancora bruco, è solita scendere dall’alto dell’albero che aveva scelto in attesa dell’arrivo della primavera per trasformarsi definitivamente in larva. Al momento di diventare larva la processionaria è lunga all’incirca 4 mm ed è facilmente riconoscibile per via del suo aspetto: è visibile ad occhio nudo perché è simile ad un verme e soprattutto perché ha il corpo di colore giallastro e completamente ricoperto di peli. Le processionarie si spostano in fila indiana fino al raggiungimento della meta, strisciando sul terreno e mettendo dunque seriamente a repentaglio l’incolumità dei nostri amici a quattro zampe. Quando un cane, a prescindere dalla taglia e dalla razza, entra in contatto con la processionaria, intervenire tempestivamente è l’unico modo per salvargli la vita e per evitare che un incidente così banale possa danneggiarlo irreparabilmente.

Come fa il cane ad entrare in contatto con la processionaria?

Non è affatto difficile che un cane entri in contatto con una processionaria. A volte accade inavvertitamente e durante una semplice passeggiata: basta che Fido annusi il terreno o che bruchi semplicemente l’erba, perché uno dei peli urticanti di questo insetto parassita scateni nel cane una reazione più o meno violenta a seconda dei casi. Le probabilità che ciò accada non sono tuttavia elevatissime. Dal momento che la processionaria si trova laddove la vegetazione presenta querce e pini significa che lungo le strade della città non si corre, almeno teoricamente, alcun rischio. Un discorso diverso va fatto invece nel caso in cui si sia soliti frequentare zone montane oppure parchi in cui la natura sia particolarmente rigogliosa e dove è assai possibile che vi siano alberi di questo tipo. È necessario stare con gli occhi bene aperti, di conseguenza, nei boschi e nei parchi, onde evitare che il naso o la lingua del cane possano entrare accidentalmente in contatto con i peli urticanti di questo temutissimo insetto primaverile.

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I sintomi del contatto da processionaria

Nel momento in cui il cane ha avuto un incontro ravvicinato con la processionaria, i sintomi sono inequivocabili: la salivazione si fa immediatamente più eccessiva ed intensa, perché c’è in corso un’infiammazione della bocca che causa dolore e fastidio al tempo stesso. Non è da escludersi un ingrossamento della lingua, il cui volume talvolta accresce sino a provocare il soffocamento dell’animale stesso. Nei casi più gravi, quando non ci si accorge subito dell’accaduto, la parte della lingua che è entrata in contatto con i peli urticanti del bruco subisce addirittura una distruzione del tessuto cellulare: la diretta conseguenza di questo processo è che il danno si propaghi al punto tale da provocare una necrosi. La lingua potrebbe in queste circostanze incancrenirsi: l’asportazione, totale o parziale in base alla gravità del danno, sarà a questo punto inevitabile, in particolar modo per evitare il rischio che il cane possa ingoiarla. La sintomatologia da contatto con questo insetto parassita prevede anche febbre, astenia, rifiuto del cibo, diarrea, in alcuni casi emorragica, e vomito incontrollato. In presenza di uno o più di questi sintomi, sarebbe il caso di contattare immediatamente il proprio veterinario di fiducia, che valuterà se effettuare o meno un intervento d’urgenza.

I rimedi da mettere subito in pratica

Esistono per fortuna alcune manovre che il padrone del cane può provare ad effettuare nel momento in cui si rende conto che il proprio amico a quattro zampe è entrato in contatto con una processionaria. Allontanare subito il pelo urticante dal cavo orale è la priorità, ma in seguito bisognerà anche effettuare un lavaggio della bocca con acqua abbondante e bicarbonato al fine di placare almeno temporaneamente l’infiammazione. Anche nel caso in cui queste prime manovre dovessero andare a buon fine, ci si dovrà comunque rivolgere ad un veterinario che valuterà la portata del contagio e stabilirà il da farsi per evitare ulteriori danni. La cura successiva al primo soccorso sarà quasi certamente a base di cortisone: sarà lo specialista, in ogni caso, a prescriverla e a consigliarne la somministrazione locale o per via orale. Non resta che precisare, a questo punto, che anche l’uomo stesso debba stare bene attento a non entrare in contatto con questo insetto. Al momento di estrarre l’eventuale pelo urticante dalla bocca di Fido sarebbe dunque consigliabile utilizzare dei guanti e fare in modo di non toccarlo direttamente: il contagio sarebbe immediato e la reazione cutanea sarebbe solo uno dei tanti sintomi cui si va inevitabilmente incontro. Nei soggetti allergici, in particolar modo, il contatto con la processionaria è in grado di causare shock anafilattico, edema polmonare, difficoltà respiratorie, vomito e nausea.

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